L’Istituto

Guardare con il cuore

“Saper vedere con il cuore” Maddalena di Canossa

FORMARE IL CUORE PER FORMARE LA PERSONA.

La cifra distintiva della scuola Canossiana è quella dell’attenzione costante al singolo durante tutto il suo cammino formativo. Il cuore, sede degli affetti e delle decisioni è il luogo da cui parte il processo formativo della persona.

Educare il cuore significa aiutare la persona a rendersi conto di sé e delle proprie capacità, piccole o grandi che siano, attraverso la formazione culturale.

Per questo l’obiettivo della scuola è di esternare ciò che di bello e prezioso è nascosto in ciascun alunno, attraverso i processi di apprendimento. Questa sfida educativa trova le radici nella rivoluzione del Cristianesimo che pone al centro la sacralità della singola persona: “vi ho chiamati per nome”.

TANTE SCUOLE, UN UNICO SGUARDO

Sono oltre ottocento, oggi, gli studenti che ogni giorno percorrono i corridoi, le aule, i laboratori e il parco di un Istituto con pochissimi eguali: un “villaggio” in cui si intrecciano rapporti interpersonali e un senso di appartenenza che dura nel tempo e si trasmette di generazione in generazione.

La nostra storia inizia nel 1850 con l’arrivo delle suore canossiane a Legnano e poi cresce nel tempo e si radica sul territorio per diventare un luogo autentico di educazione e formazione.

Sono sette le scuole presenti nel “villaggio”: la sezione Primavera, le scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado e poi i tre indirizzi delle scuole superiori con il Liceo delle Scienze Umane, il Liceo Economico sociale e l’Istituto professionale servizi per la Sanità e l’Assistenza sociale. Oltre ottocento giovani dai due ai diciannove anni che condividono non solo gli spazi, ma soprattutto fanno esperienza della medesima passione educativa e fanno dello stesso sguardo.

L’educazione infatti nasce dallo sguardo buono sulla mia persona e sulle persone che mi stanno vicino. Tutti i ragazzi, tutte le ragazze di qualsiasi età chiedono, di essere guardati; e ascoltati per quello che sono, per la promessa che custodiscono, per il desiderio di bello, buono e giusto che hanno nel cuore.

Attraverso le materie, i viaggi, i laboratori, i giochi, le riunioni e i progetti questo sguardo prende forma e diviene esperienza con modalità diverse a seconda dell’età dei ragazzi e rende lieta la vita scolastica perché non c’è frattura tra apprendimento ed educazione, tra risultati e crescita integrale. Ciò che si impara non è racchiuso in un libro, ma è fuori dalla finestra, fa parte della realtà: lo posso vedere e quando questo accade, quando mi accorgo che quello che sto studiando parla di me allora la curiosità diventa desiderio di conoscere, di capire, di approfondire.

Personalismo e realismo; queste sono le stelle polari del nostro Istituto, le coordinate dentro cui ciascuna delle sette scuole si muove e opera.

Ma tutto nasce da questo sguardo buono; uno sguardo che genera fiducia e un senso di appartenenza che dura nel tempo e si trasmette di generazione in generazione.

 

Le Origini

Pare che albori della famiglia Melzi risalgano al primo medioevo, tra i suoi appartenenti si annoverano importanti uomini di governo e alti dignitari della Chiesa.

Francesco Melzi, padre di Barbara Melzi, nato nel 1798, futuro commendatore dell’Ordine Gerosolimitano del Santo Sepolcro, è stato considerato come un “uomo d’oro”, dal retroterra culturale di qualità e dalla profonda religiosità.

Il 12 febbraio 1821, nell’antico palazzo di Milano, nasceva l’ultimo della stirpe, il conte Giuseppe, fratello di Barbara Melzi, che sarebbe nata successivamente il 12 ottobre 1825.

Conseguito il diploma di maestra elementare e dopo aver trascorsa una giovinezza sentita come “un mistero di dolore”, fu attratta dalle virtù della Marchesa Maddalena di Canossa di Verona, fondatrice delle “Figlie della Carità” dette “Canossiane”.

Così, affascinata dal carisma di Maddalena di Canossa, decide di seguirne le orme e comincia ad approfondirne la conoscenza. Ventunenne, Donna Barbara, dopo aver partecipato agli Esercizi spirituali, sogna un programma di vita conforme alla lettera ed allo spirito della Canossa e che lei intende svolgere nella popolosa contrada di Legnarello.

La nostra Storia

1850

Nasce la casa di Legnarello

1860

Scuola materna, Scuola elementare, Scuola di Carità

1878

Nasce la casa di Tradate

1945-1946

Nascono le Scuole Medie e l’Istituto Magistrale

1959-1977

Scuola per segretarie d’Azienda

1963

 Scuola Materna, Elementari, Post Elementari, Magistrali, Segretarie D’azienda, Corsi Autorizzati Cons. Prov.

1993

Liceo Socio Psico Pedagogico

1994

Liceo Tecnico Dei Servizi Sociali

2010-2011

Liceo Scienze Umane, Liceo Sc. Umane Opzione Econ. Sociale, Istituto Professionale Servizi Socio Sanitari

2022

Sezione Primavera, Corso OSS

2024

Sezione Primavera, Scuola per l’Infanzia, Scuola Primaria, Scuola Secondaria di primo Grado, Liceo Scienze Umane, Liceo Economico Sociale, Istituto Professionale Socio Sanitario, Corso OSS

1850 NASCE LA CASA DI LEGNARELLO

Con la donazione del 1850, la casa di Legnarello subisce un primo adattamento per ospitare l’abitazione dei Conti Melzi, le sette Madri provenienti da Milano, le scuole, la biblioteca, l’oratorio, l’ospizio e la casa di cura per gli anziani.

Prima Superiora fu Madre Caterina Lazzati, coadiuvata da Madre Barbara, maestra delle novizie e organizzatrice della nuova istituzione. Trascorsi due anni, Madre Barbara avvertì l’illusione di avere sbagliato “strada” e di essere chiamata a vita contemplativa presso le Suore Sacramentine di Roma (A. Renoldi, In memoria della Nobil Donna Barbara Melzi, s.l., 1962) ma, dopo una breve riflessione, rientrò a Legnano tra il giubilo e l’entusiasmo della popolazione, nel 1853. Esattamente un anno dopo, il 17 maggio 1854, Madre Barbara fu nominata Superiora.

A dimostrazione della sua efficienza sta, a partire dal 1859, l’istituzione di corsi aperti alle donne affluite dai paesi vicini e specialmente da S. Giorgio, per lavoro; di una scuola invernale per le giovani impossibilitate a proseguire gli studi; e di una Scuola serale per operaie, tutte costituite a carattere privato e quindi sottratte alle leggi del 1866 e 1867, volte al disconoscimento giuridico delle istituzioni religiose e all’incameramento dei loro beni per l’assegnazione ai Comuni e Province al fine di creare scuole, asili ed ospedali.

Anche se la frequenza ai corsi era condizionata dall’attività lavorativa, non sembra fuori luogo affermare che la macchina educativa azionata dalle Canossiane di Legnanello incominciava ad offrire contributi non indifferenti nella lotta all’analfabetismo. Nel 1860 “a una richiesta statistica del Sindaco di Legnano”, si poteva rispondere che 180 ragazze erano iscritte ai corsi, meritando quattro anni dopo l’apprezzamento delle Direttrici delle Scuole Elementari di Legnano.

1860 – SCUOLA MATERNA, ELEMENTARE, SCUOLA DI CARITÀ

Senza l’obbligo di praticare il “metodo normale” statale, in adeguamento agli orari di lavoro delle giovani prevalentemente impegnate nelle filande, accanto alle Elementari fiorivano una Scuola materna e una Scuola di carità. Da non dimenticare le cure rivolte alla formazione delle aspiranti maestre di campagna, “istruite nella conoscenza più elementare dello scrivere e del fare di conto, ma anche nelle attività pratiche inerenti alla vita familiare.”

1878 NASCE LA CASA RICOVERO DI TRADATE

Madre Barbara, valendosi di un cospicuo patrimonio, nel Castello di Tradate già dei Pusterla e passato alla famiglia Melzi, nel 1878 aprì una nuova Casa-Ricovero per le persone anziane e invalide; nel 1879 acquistò la chiesa d S. Maria del Castello, facendola decorare dal pittore legnanese Mosé Turri.

Ovviamente gli impegni la costrinsero a dividersi tra il soggiorno a Tradate e quello di Legnanello, confortata da un eccezionale spirito di carità e dall’appoggio di fedelissime consorelle.

Anche se la frequenza ai corsi era condizionata dall’attività lavorativa, non sembra fuori luogo affermare che la macchina educativa azionata dalle Canossiane di Legnanello incominciava ad offrire contributi non indifferenti nella lotta all’analfabetismo. Nel 1860 “a una richiesta statistica del Sindaco di Legnano”, si poteva rispondere che 180 ragazze erano iscritte ai corsi, meritando quattro anni dopo l’apprezzamento delle Direttrici delle Scuole Elementari di Legnano.